I Codici e gli Alfabeti Fonetici

La grammatica Zanichelli della lingua italiana dice che:

Un codice è un sistema di segni costituito da segni artificiali combinati con altri segni dello stesso tipo.


Però il dizionario di linguistica Garzanti ci porta al di là di questa definizione e ci sono varie accezioni per il termine codice ed espongo quelli cui ci interessa.


"Sistema per trasmettere e conservare informazioni, costituito da un insieme di segni e da un insieme di regole per la loro combinazione."

"Rappresentazione di dati o istruzioni in forma simbolica."

"Combinazione di segni, per lo più lettere e cifre, che serve a identificare ogni singola entità di un fato insieme."

"Sistema di segni usati all'interno di un'organizzazione, di un gruppo, per non farsi intendere da altri."

"Linguaggio speciale di un determinato settore."

In tutte le attività nelle quali si trattano informazioni, come nelle telecomunicazioni e nell'informatica, e in molte attività gestionali, per codice si intende una modalità per rappresentare mediante un opportuno insieme di segni (o di simboli) un insieme di oggetti materiali o un insieme di informazioni tendenzialmente più complesse dei segni (o dei simboli) che le codificano.

I codici risultano utili quando la comunicazione verbale normale non è sufficiente o non è praticabile. La chiarezza della rappresentazione gioca un ruolo cruciale in tutte le applicazioni della codifica e della decodifica.

Un codice si dice efficiente quando utilizza un numero di simboli strettamente necessario per codificare l'informazione, così semplificando la sua generazione e interpretazione. Mentre all'opposto si dice ridondante quando usa un numero di simboli abbondanti e complessi, dunque più di quelli necessari. La complessità e abbondanza di segni, sono interessanti e molto usati quando ci vuole sicurezza e segretezza dei dati o nei messaggi scritti, quindi per ciò facciamo l'uso della criptografia.

  • cripto- = nascosto, coperto, oscuro
  • -grafia = scrittura
  • criptografia = scrittura nascosta, coperta od oscura

Ma quest'è altro argomento...

Nella radiocomunicazione si è sempre fatto largo uso di codici ed abbreviazioni per motivi tecnici, per praticità, per la trasmissione affidabile e per la buona compressione dei dati. Però con l'avvento dell'informatica e delle telecomunicazione, i codici hanno preso altro piede. Ti accorgi come la pratica dei codici è largamente utilizzata oggi in ambiti diversi dal radiantismo, come nei messaggi di posta elettronica e/o nei messengers, dove in generale sono usati espressioni sintetiche per diventare la scrittura più veloce. Senza parlare degli SMS della telefonia mobile, che hanno sviluppato un vero e proprio nuovo linguaggio.

Ad esempio una piccola conversazione sull’SMS tra una coppia (fiction):

  • uno: dv 6?
  • l'altro: mo' sn a kz.. xk?
  • uno: t va i cnm?
  • l'altro: nn ci sto
  • uno: xk nn t va?
  • l'altro: xk dv esser a kz presto rgz...
  • uno: cm mai?
  • l’altro: dmn dv esser in palestra al7
  • uno: kpt... vbb andro' sl
  • l'altro: vbb... bc tvb
  • uno: bc tvb
Capito? È o non è davvero un codice oppure quasi una criptografia?




Gli scherzi da parte, nel menu alla destra troverete le pagine con gli alfabeti fonetici e codici usati in fonia.



Buona lettura,
Iz2daw




VOCABOLARIO:
*codificare - È il procedimento di trasportare gli elementi dalla rappresentazione di partenza a quella definita dal codice.
*decodificare - l'inverso di codifica, tradurre in un linguaggio chiaro un testo scritto in codice, decifrare, comprendere, interpretare.






GLI ALFABETI E I CODICI






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